Natale nel segno del “Grazie”
Anche quest’anno, in prossimità del Santo Natale,
La celebrazione, svoltasi lunedì 18 dicembre, è stata possibile grazie all’accoglienza dei padri Salesiani dell’Istituto S. Luigi di Messina, il quali oltre a rendersi disponibili con l’apertura della loro Cappella, si sono resi presenti nella persona di Don Giovanni Costa che ha presieduto
La celebrazione ha offerto ulteriori motivi di ringraziamento che si sono aggiunti a quelli già citati. Il primo è stato l’ingresso in noviziato di nuovi fratelli che da gennaio inizieranno così il periodo di formazione in vista della loro Professione nell’Ordine. Si tratta della coppia di coniugi, Nino e Angela Bonadonna, di Stello Morabito e di Marcella Fasulo. Con la consegna della Regola e del Santo Vangelo dalle mani del Ministro hanno accettato di intraprendere un cammino impegnativo continuando così l’esperienza iniziata due anni fa attraverso il “primo annuncio” della spiritualità francescana secolare a cui ha fatto seguito l’itinerario di postulantato.
Accanto alla gioia per l’ingresso di questi fratelli in fraternità, la celebrazione è divenuta occasione di ringraziamento al Signore per quei fratelli e sorelle che da tempo ne fanno parte e di cui ricorre l’anniversario di professione. Si tratta di Anna Mobilia che ha festeggiato il 50° anniversario e di Santina Spinella che ha invece ricordato il 25°. Segno di fedeltà alla regola e all’Ordine queste sorelle si presentano come esempio per tutta la fraternità e per i nuovi membri che da oggi ne fanno parte. Occorre inoltre ricordare un gruppetto di terziari che nella stessa occasione ha avuto modo di ricordare i 10 anni di appartenenza all’ordine: Laura Guastella, Nino genovese, Antonio Oliva, Ninetta Pergolizzi, Nino Cuomo, Angela Majolino, Marisa Spalletta. Anche a loro va il nostro augurio e il nostro ringraziamento per la fedeltà e l’amore dimostrato nei confronti della Fraternità.
Al termine della Celebrazione
Un ringraziamento speciale va al direttore dell’Istituto, Don Melilli, che ancora una volta si è dimostrato strumento attivo di provvidenza confermando l’ormai noto stile di accoglienza che contraddistingue la famiglia salesiana.